Teatro Puccini Firenze

Toscral ha acquistato 2 abbonamenti per la visione dei seguenti spettacoli nella rappresentazione sotto indicata:
** Costo del biglietto per ogni singolo spettacolo € 16,00**
Come di consueto il socio potrà iscriversi al sorteggio di 2 biglietti
(uno per il socio, uno per un accompagnatore).
Toscral parteciperà al costo del biglietto del solo socio.
Toscral non è responsabile di eventuali variazioni di orario e data. E’ cura del vincitore accertarsi che l’evento si terra’.
Si precisa che il calendario potrebbe subire variazioni e/o modifiche per motivi indipendenti dalla volontà della direzione, pertanto consigliamo di controllare durante l’anno eventuali comunicazioni che verranno riportate sul sito del teatro.
I BIGLIETTI DEGLI SPETTACOLI SARANNO TENUTI IN CUSTODIA PRESSO LA BIGLIETTERIA DEL TEATRO ED IL SOCIO VINCITORE TROVERA’ UNA BUSTA A SUO NOME DA RITIRARE LA SERA DELLO SPETTACOLO VINTO.
Non sono ammesse rinunce successive all’estrazione. I soci estratti, in caso di impossibilita’ e/o imprevisto sono pregati di avvertire la segreteria Toscral al 370/3717871 anche messaggio whatsapp, in modo da poter far partecipare un altro socio.
Per le iscrizioni, è necessario inviare una mail al seguente indirizzo internet: info@toscral.it
SCADENZA ISCRIZIONI: 20 OTTOBRE 2026
SPETTACOLO N. 1 – Venerdì 6 novembre 2026 ore 21,00

Paolo Calabresi in
Tutti gli uomini che non sono
Tutti gli uomini che non sono è uno spettacolo che ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo in personaggi realmente esistenti.Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, seguita nel corso degli anni da molte altre operazioni di trasformismo. Ma quello che pochi sanno è che queste impressionanti performance nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Paolo ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Ha cominciato infatti a rubare l’identità di persone famose realmente esistenti nella vita reale e all’insaputa di tutti. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale che sarà interpretata da Carolina Di Domenico. Questo spettacolo è la rappresentazione viva di questa incredibile storia. I filmati originali e inediti girati da Paolo a documentazione dei suoi “falsi”, in cui si finge, di volta in volta, Nicolas Cage, John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano, un cardinale e via dicendo, saranno parte integrante della rappresentazione e daranno vita a una rappresentazione in cui realtà e finzione sono indistinguibili.
SPETTACOLO N. 2 – Venerdì 13 novembre 2026 ore 21,00

Ambra Angiolini
La misteriosa scomparsa di W
La misteriosa scomparsa di W, il testo di Stefano Benni, torna in scena nella stagione 2026/27. Ambra Angiolini mette insieme il suo debutto alla regia proponendo un lavoro che definisce reale e fortemente contemporaneo per esigenze “umane”, in una forma teatrale che in questi anni l’ha nobilitata e fatta maturare nella qualità delle sue scelte artistiche. Un “soliloquio di gruppo”, lo definisce la Angiolini, tragicomico, buffo e amaro, luminoso e cupo, nel gigantesco ossimoro che è la vita di tutti. Ambra scannerizza con il virtuosismo letterario di Benni, anche i resti del suo passato da ricomporre, per ritrovare quel che le manca, per riconquistare il suo pezzo V di W. “W” tornerà ad essere una donna nuovamente intera, meravigliosamente non conforme, solida nelle crepe di fragilità, che avrà ricostruito davanti a tutti il suo corpo e la sua umanità, in un mondo apparentemente troppo cinico e senza più umane ambizioni.
SPETTACOLO N. 3 – Mercoledì 25 novembre 2025 ore 21,00

Federica Rosellini
Ivan e i cani
Ivan racconta una storia che gli è successa quando aveva quattro anni. La racconta come fosse ora. Come una fiaba dei fratelli Grimm. O come Il libro della giungla. È una storia vera, invece, accaduta a un bambino nella Russia degli anni Novanta, la Russia poverissima di Boris Eltsin. La gente era così povera, racconta Ivan, che i padri e le madri cominciarono a sbarazzarsi di quello che nelle case mangiava, beveva e aveva bisogno di cure. I primi a essere abbandonati furono i cani. La madre di Ivan ha un uomo che la picchia quando si riempie di vodka fino agli occhi. Ivan è un incomodo, quest’uomo vorrebbe che se ne andasse e un giorno Ivan lo fa. Indossa un cappotto pesante, i guanti di lana, si mette in tasca due pacchetti di patatine ed esce per le strade di Mosca. Trovare un posto dove dormire è difficile. Fa freddo, la gente che gira sembra ti voglia sbranare. Nessuno fa più l’elemosina, non c’è più spazio per la pietà. Comincia un’odissea che si concluderebbe presto con la morte, se Ivan non incontrasse delle creature buone, anime affini che lo accolgono tra loro e gli regalano la sopravvivenza ogni giorno. Una muta di cani randagi. Ma è solo l’inizio della storia. Federica Rosellini, musicista e performer, sola sul palco con la sua strumentazione elettronica, dice e compone, contemporaneamente, mescida la voce della propria madre registrata in russo con melodie, nenie e pulsazioni ritmiche, traccia con le dita la partitura sonora nella quale si perde con le parole e con il corpo.Fa di “Ivan e i cani” un “a solo” dolce e disperato; uno spettacolo sporco, solitario, tenerissimo; un canto d’anima intimo, personale, ma capace di raccontare, inaspettatamente, l’infanzia di tutti noi.
SPETTACOLO N. 4 – Venerdì 11 dicembre 2026 ore 21,00

PRIMA FACIE di Suzie Miller
interpretato da Melissa Vettore
Prima facie è un’opera teatrale della drammaturga australiana Suzie Miller che mette in scena la storia di Tessa, un’avvocata penalista spesso impegnata in casi di violenza sessuale. Un evento sconvolgente la porterà ad una profonda riflessione sul concetto di giustizia, in un sistema giudiziario spesso contraddittorio. Prima facie, in latino, significa “a prima vista”. Nel contesto giuridico, si riferisce a un evento considerato vero solo sulla base di una prima impressione. Lo spettacolo affronta con intensità e sensibilità temi oggi più che mai urgenti: la violenza di genere, il consenso e il linguaggio del potere, mettendo in evidenza il divario che spesso separa la giustizia formale da quella realmente vissuta. Più che soffermarsi sulla violenza esplicita, la narrazione si concentra sul consenso negato, frainteso o manipolato, offrendo una prospettiva critica su una cultura e un sistema che ancora troppo spesso tende a colpevolizzare anziché ascoltare e tutelare chi denuncia. In un momento storico in cui il dibattito su parità di genere, giustizia e diritti delle vittime è al centro dell’agenda pubblica, Prima Facie si impone come un’opera necessaria, capace di generare riflessioni profonde, diventando un invito ad agire come parte attiva di un cambiamento concreto. Con i diritti esclusivi per la versione italiana, la Compagnia Finzi Pasca propone un allestimento fedele alla sua inconfondibile poetica, immerso in atmosfere oniriche e capace di sorprendere ed emozionare
SPETTACOLO N. 5 – Venerdì 15 gennaio 2027 ore 21,00

Week end
di Annibale Ruccello
Il fine settimana di una professoressa di lingue, di origini meridionali, trapiantata a Roma: Ida. Una zitella acida e zoppa, sola, nella cui giornata, fatta di piccoli e grotteschi riti quotidiani, s’insinua qualcosa di torvo…. La donna seduce Narciso, un idraulico più giovane di lei, e sembra avere macabri istinti sessuali anche su Marco, un adolescente a cui è solita dare ripetizioni pomeridiane. La casa, unico ambiente della pièce, sembra rispecchiare i suoi frammenti identitari, assumendo così un aspetto triste, sinistro, macabro ed inquietante; in realtà, l’autore si diverte con lo spettatore, e sembra volerne sfidare l’indole voyeuristica e la tendenza a giudicare. Ruccello, infatti, definisce questo testo un esperimento sullo spettatore. Le scene, una dopo l’altra, svelano un diverso aspetto dei personaggi, offrendo loro un’altra possibilità, un’umanità toccante e profonda, che disorienta via via qualunque affrettata valutazione. La solitudine di Ida acquista man mano una struggente vitalità.
SPETTACOLO N. 6 – Venerdì 29 gennaio 2027 ore 21,00

Paolo Hendel e Lucia Vasini
Terzo Tempo
Domenico e Costanza, marito e moglie “separati ma vicini”, affrontano con spirito opposto il passaggio alla grande età: lei, impulsiva e visionaria, vuole trasformarlo nel tempo più prezioso della vita; lui, più posato e ironico, cerca di starle dietro, tra slanci vitali e colpi di scena. In un gioco comico e affettuoso di ribaltamenti, i due mettono in discussione convenzioni, ruoli e certezze, sostenuti da un figlio incredulo e una giovane spettatrice partecipe. Un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti. A interpretare questa coppia affatto convenzionale, due fuoriclasse del teatro comico italiano, Lucia Vasini e Paolo Hendel, qui diretti da Emanuela Giordano. Dal romanzo di Lidia Ravera, una commedia tenera e spiazzante sul tempo che resta e quello che si decide di farne, su ciò che si può ancora rimettere in circolo quando sembrerebbe tardi: energie, affetti, desideri, ostinazioni. Le battute arrivano di traverso e da una malinconia vitale, affidata a interpreti capaci di tenere insieme ironia e fragilità, poesia e goffaggine e di restituirci personaggi profondamente umani, contraddittori, riconoscibili.
SPETTACOLO N. 7 – Sabato 13 febbraio 2027 ore 21,00

Marco Paolini
Bestiario Idrico
Le opere idrauliche tendono a diventare invisibili, a confondersi con l’ambiente che le contiene. Succede agli argini di terra battuta, alle golene, ma anche alle stazioni di pompaggio, ai canali, ai serbatoi e perfino alle dighe. Il paesaggio italiano diventa agricolo per stratificazioni di insediamenti durati secoli. Anche città e paesi si insediano (e si spostano…) per secoli. Le industrie solo da poco più di un secolo. Le opere idrauliche accompagnano ognuno di questi passaggi; non solo gli acquedotti dai romani in poi, ma le deviazioni e le arginature a volte imponenti, le opere di bonifica, i serbatoi idroelettrici, le reti di smaltimento. Il paesaggio italiano è artificio ma la rete delle opere idrauliche sfugge alla nostra percezione. Un ponte è opera viaria o idraulica? Il wc o il rubinetto sono pezzi di edilizia civile o terminali di opere idrauliche? Quanto sarebbe diverso il paesaggio agricolo senza la circolazione di acqua di irrigazione e senza canali e pompe di smaltimento degli eccessi di pioggia? Niente di tutto quello che vediamo è definitivo. Il cambiamento climatico impone di prendere in considerazione radicali cambiamenti del paesaggio che ci è familiare: potremo subirli o deciderli. I fiumi in Italia sono più di 6.000 molti di più i corsi d’acqua che non hanno diritto a un nome, ma fanno parte dei bacini idrografici. L’Europa conta 110 bacini idrografici l’Italia ne ha 7. Ciascuno contiene centinaia di corsi d’acqua più o meno importanti, ma ugualmente strategici come potenziali riserve, così come per l’acqua di falde sotterranee, nel bilancio idrico nazionale. Bestiario idrico parla di fiumi e bestie d’ogni genere, narra storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi. Narra dei conflitti e dei contratti che intorno all’acqua dei fiumi hanno dato forma a quel paesaggio che oggi riconosciamo come il nostro. Rende visibile il legame stretto tra le forme di governo dell’acqua e la qualità della vita sulle rive, non solo di una specie ma dell’intero ecosistema. Bestiario idrico è realizzato anche con il sostegno di Estate Teatrale Veronese – Comune di Verona e siinserisce nel progetto Atlante delle Rive dedicato alle acque, che Marco Paolini ha ideato per La Fabbrica del Mondo.
SPETTACOLO N. 8 – Venerdì 19 febbraio 2027 ore 21,00

Oblivion
Win for life
Gli Oblivion tornano con un musical nuovo di zecca, una storia interamente ideata da loro fatta di inganni, colpi di scena e personaggi assurdi: un’eroina segretamente innamorata di Alessandro Barbero e dei suoi podcast sulla storia di Robin Hood; un marito scansafatiche che progetta un ponte sull’Ucraina per collegare la Moldavia al mare; un anziano invalido e sanguigno che si esprime solo con due parole e una parolaccia; una figlia illuminata dallo yoga, ma più che il respiro controlla il conto corrente; un narcotrafficante usuraio; un misterioso uomo mascherato, che però non sembra un supereroe (anche se porta valanghe di soldi); un coro e tre mariachi che irrompono a suon di guitarrón per tenere il filo della storia, disturbandone il racconto ogni volta che sarà possibile. Una narrazione esplosiva, un ritmo serrato e una cascata di canzoni irresistibili per ottanta minuti di divertimento assoluto.
SPETTACOLO N. 9 – Venerdì 5 marzo 2027 ore 21,00

Carrozzeria Orfeo
Misurare il salto delle rane
Misurare il salto delle rane è un titolo enigmatico ed evocativo. La rana, creatura anfibia, vive tra due mondi: è simbolo di metamorfosi e adattamento, ma anche di resilienza e forza femminile primordiale. Il suo salto rappresenta un movimento di trasformazione, l’abbandono di uno stato precedente per approdare a uno nuovo. Questo titolo assume molteplici significati per le protagoniste: Lori è intrappolata in una stasi emotiva, incapace di compiere quel salto necessario per elaborare il lutto. Per Betti, con la sua ossessione per le gare di salto, ogni centimetro guadagnato da Froggy è una piccola vittoria contro un destino che l’ha marchiata come pazza. Iris ha già compiuto un salto significativo, abbandonando la sua vita agiata per seguire l’impulso di consegnare quel messaggio, ma si trova ora a dover decidere se continuare verso una verità potenzialmente distruttiva o retrocedere nella sicurezza delle convenzioni. Misurare questi salti è un’impresa impossibile: come quantificare il coraggio, la disperazione, la speranza? Come calcolare la distanza emotiva tra un prima e un dopo segnato dal trauma? In un contesto sociale che ha normalizzato la violenza di genere, il salto diventa anche atto politico: scegliere di non restare immobili, di non accettare passivamente il ruolo imposto. Le tre protagoniste, ciascuna a suo modo, saltano oltre le convenzioni, rifiutando di rimanere intrappolate nei ruoli prescritti di madre perfetta, donna “normale” o moglie ideale (Gabriele Di Luca).
SPETTACOLO N. 10 – Sabato 20 marzo 2027 ore 21,00

Andrea Pennacchi
Alieni in Laguna
Alieni in Laguna è uno spettacolo teatrale che indaga l’impatto delle specie aliene sulla biodiversità locale e globale, evidenziando il ruolo dei cambiamenti climatici e dell’intervento umano nella loro diffusione ed esplorando un bestiario di creature invasive che popolano il nostro ecosistema: dal Granchio Blu che ha infestato le nostre lagune, al Siluro diventato endemico nel Po. Andrea Pennacchi, con la sua inconfondibile abilità di alternare comicità e dramma, porterà in scena una narrazione che oscilla tra la magia della memoria e la cruda realtà dei cambiamenti climatici, tra il passato nostalgico e il presente in continua trasformazione. I racconti delle specie aliene diventano una potente metafora dei conflitti sociali e culturali, invitando il pubblico a riflettere sul concetto stesso di “alieno” e sulla necessità di ridefinire il nostro rapporto con l’ambiente.
SPETTACOLO N. 11 – Venerdì 9 aprile 2027 ore 21,00

Familie FLÖZ
FINALE un’ouverture
Da molti anni la FAMILIE FLÖZ fa ridere, meravigliare, piangere e riflettere le persone di tutto il mondo, di solito senza che venga pronunciata una sola parola. I volti degli attori rimangono nascosti dietro maschere mute, rigide, ma che prendono vita in modo sorprendente. Ma da dove viene questa vita. Gli studi dimostrano che il battito cardiaco del pubblico in teatro si sincronizza. E se fosse il pubblico stesso il cuore del teatro? Se fosse il narratore segreto delle storie che emergono sul palcoscenico? Allora la vera ricchezza del teatro starebbe nel creare qualcosa che trascende il punto di vista individuale di tutti coloro che vi partecipano, attori e spettatori. Il 2025 segna il 30° anniversario della compagnia berlinese, ed è quindi giunto il momento di rendere omaggio al suo pubblico. Finale è un pezzo “tipico” di FAMILIE FLÖZ – con un narratore amorevole, tre storie intrecciate, numerosi personaggi e un profondo doppio fondo, che celebra il teatro come luogo di incontro e di narrazione collettiva e si concentra sulla comunità in tempi di divisione, scontro e isolamento.
SPETTACOLO N. 12 – Venerdì 16 aprile 2027 ore 21,00

Ale & Franz
Capitol’Ho
Capitol’Ho segna il ritorno a teatro di Ale & Franz, il duo comico italiano per eccellenza. Un nuovo originale spettacolo che ne ripercorre la trentennale carriera, affiancando ai loro personaggi più iconici e surreali nuovi ospiti disposti ad entrare nel loro strambo universo con l’ironia che da sempre li contraddistingue. Il duo comico rilancia e raddoppia con un lavoro che confonde le carte e segna l’inizio di una nuova era. Un ennesimo Capitol’Ho della nostra storia. Unica costante? Sarà il pubblico a scoprirlo…
Postato il 24/06/2026